Lettera del presidente AIRC e FIRC

AIRC - avvocato Torriani, MIlano 14/04/2014

Ha il numero 106 e reca la data del 6.6.2016 la legge che ha approvato il nuovo ordinamento del terzo settore (nel linguaggio comune il mondo del volontariato): un settore molto importante per la società italiana, per i suoi contenuti sociali e per la sua rilevanza economica.
La legge riorganizza tutto il settore in modo uniforme garantendo il ruolo strategico che può giocare nel nostro Paese.
Il principio costituzionale che sorregge la nuova disciplina è contenuto all’articolo 118 della carta costituzionale. È il principio della sussidiarietà che indica per lo svolgimento delle funzioni di interesse generale l’affidamento preferenziale ai soggetti privati non profit prima che all’amministrazione pubblica.
AIRC fa parte del terzo settore. Con i suoi 800.000 soci, 4 milioni e mezzo di sostenitori, oltre 3 milioni di persone che stanno vincendo il cancro, 5.000 scienziati che essa finanzia da più di 50 anni, AIRC è il motore principale della ricerca oncologica in Italia. Non solo, ma è anche grande supporto al servizio sanitario perché è riuscita
a promuovere una moltitudine di scienziati e di medici che hanno consentito un salto enorme di qualità nella cura del cancro. Il rilievo costituzionale di AIRC non è quindi solo quello di appartenere al terzo settore, ma anche quello di promuovere la ricerca scientifica e la cura della salute degli individui, settori importanti che la carta costituzionale incardina negli articoli 9 e 32.

Il ruolo di AIRC nel creare una scuola oncologica italiana forte e preparata ci impegna oggi a esplorare nuovi orizzonti. A fianco dell’attività tradizionale di finanziamento dei progetti di ricerca più interessanti che ci vengono presentati in risposta ai nostri bandi, è giunto il momento di promuovere sul territorio nazionale iniziative più strutturate. Non possiamo ignorare che quantitativamente il Nord Italia dispone di strutture di ricerca più diffuse e di qualità. Più della metà delle erogazioni sono destinate a ricercatori che operano in strutture che hanno sede in Settentrione. Nel Meridione, dove peraltro esistono ottime università che formano bravi ricercatori e ottime istituzioni di ricerca, si sente la mancanza di poli di ricerca che aggreghino attorno a loro le giovani forze che escono dall’università. Appare opportuno facilitare lo sviluppo delle loro prospettive di crescita già nella loro terra: dare quindi loro la possibilità di sviluppare con le regole trasparenti e i controlli di AIRC le loro attività professionali all’interno di questi poli di ricerca appositamente costituiti.

È anche allo studio la possibilità di promuovere l’individuazione di “AIRC fellows” (rappresentanti scientifici di AIRC) in quelle zone di Italia dove eccellenti scienziati potrebbero assicurare la formazione di giovani ricercatori, alimentando così la schiera degli oncologi del futuro. Laddove si riconosce in capo a uno scienziato la presenza, per qualità di pubblicazioni e di ricerche effettuate, di un livello professionale di rilievo internazionale e di spiccate doti manageriali,AIRC può affidare a questa figura risorse particolari che gli consentano di avviare una sorta di mini scuola scientifica, purché riesca a sua volta a raccogliere risorse, ulteriori e altrettante, stimolando quindi gli scienziati capi scuola a farsi carico anche dei destini dei propri collaboratori.

Come ricordato, AIRC opera in un comparto di grande importanza e delicatezza che ci ha portato a essere molto attenti alle modalità d’uso delle risorse economiche che raccogliamo perché dobbiamo rispondere a tutti i cittadini che ci sostengono e che si aspettano da noi il perseguimento costante del nostro compito statutario: curare il cancro con la ricerca.
L’attività di AIRC è documentata dai propri bilanci che sono pubblici, dai propri organi di stampa, Fondamentale e ABC, dal sito internet che è visitato giornalmente da 36.000 utenti, e dal Bilancio sociale che oggi pubblichiamo e che costituisce la sintesi delle molteplici attività sviluppate nel 2016.

Pier Giuseppe Torrani