Il cancro in cifre

Ogni giorno, in Italia, mediamente 1000 persone si ammalano di tumore.

Il dato è in leggera diminuzione rispetto al 2014: le stime parlano di 363.000 casi totali. Il numero degli italiani con una diagnosi di cancro (recente o lontana nel tempo) continua però a crescere, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione: erano circa 2.600.000 nel 2010 e si può ipotizzare siano tre milioni nel 2015. Di questi tre milioni, una persona su quattro può considerarsi “già guarita” perché tornerà ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, cioè di chi non ha mai avuto una diagnosi di tumore.

È ormai evidente, da molti anni,  la continua riduzione della mortalità per il complesso dei tumori, sia tra gli uomini che tra le donne.

La riduzione della mortalità può essere dovuta agli interventi di prevenzione primaria e secondaria oppure all’introduzione di più efficaci misure diagnostico-terapeutiche, con un conseguente miglioramento della sopravvivenza. E’ dovuta alla prevenzione, ad esempio, la sensibile riduzione anche in termini di incidenza dei tumori legati al fumo negli uomini  (vie aero-digestive superiori, polmone e vescica).

NUOVI CASI DI CANCRO STIMATI NEL 2015

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I bambini e i ragazzi tra 0 e 19 anni che muoiono di tumore sono sempre meno: i decessi sono circa un terzo di quelli registrati nei primi anni Settanta.

La sopravvivenza a cinque anni è aumentata notevolmente rispetto a quella dei casi diagnosticati nei quinquenni precedenti sia per gli uomini (57%) che per le donne (63%). Su questo risultato positivo ha influito il miglioramento della sopravvivenza per alcune delle neoplasie più frequenti: colon-retto (64% per gli uomini e 63% per le donne), seno (87%) e prostata (91%).

LA SOPRAVVIVENZA A  CINQUE ANNI

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Le cifre presentate dall’Associazione italiana registro tumori (AIRTUM) danno l’idea di quanto il cancro sia una malattia socialmente importante, che richiede ancora tanta ricerca per trovare soluzioni adeguate per coloro che tuttora la stanno combattendo e per coloro che si ammaleranno in futuro.