I traguardi dei nostri ricercatori

Oltre 1.600 traguardi

La diffusione di ogni nuova scoperta è determinante per il progresso scientifico. Se un ricercatore svolge un progetto e ottiene dati attendibili, l’articolo che ne descrive i risultati viene pubblicato su una rivista scientifica e servirà ad altri ricercatori per i propri studi.

Nel 2016 sono state oltre 1600 le pubblicazioni scientifiche date alla stampa dai nostri ricercatori: Indicatore di efficacia: qualità della ricerca scientifica una validità scientifica riconosciuta dalla comunità internazionale e una conferma dell’accuratezza delle nostre scelte nell’impiego dei fondi, con concrete e importanti ricadute nelle cure ai pazienti.

Le riviste che hanno ospitato queste ricerche sono le più autorevoli, le più competitive, quelle che hanno maggiore visibilità e sulle quali è più arduo riuscire a pubblicare.

Le migliori pubblicazioni sono divulgate al grande pubblico, tramite i nostri canali istituzionali e grazie alla collaborazione dei media: in questo modo condividiamo con tutti coloro che ci sostengono i frutti del loro impegno al nostro fianco.

Di seguito un campione delle ricerche più significative del 2016.

Tumore metastatico della prostata: scoperto un nuovo meccanismo di resistenza ai farmaci
Rivista: Nature Medicine IF: 28,22
Autori: Francesca Demichelis e altri, Università degli Studi di Trento

Ricostruito a livello molecolare il percorso che porta alcune forme aggressive di cancro della prostata a trasformarsi in un tumore neuroendocrino, resistente alle terapie. Il risultato apre la strada allo studio di nuovi bersagli terapeutici. leggi di più ›

Farmaci biologici e sistema immunitario, insieme contro il tumore del colon-retto
Rivista: Nature Medicine IF: 28,22
Autori: Maria Rescigno e altri, Istituto di oncologia, Milano

Alcuni farmaci già noti, come il cetuximab, uccidono le cellule tumorali, ma non solo. Le rendono “visibili” al sistema immunitario che, quindi, risponde eliminando anche le cellule tumorali ancora viventi. leggi di più ›

Una firma molecolare per prevedere l’evoluzione del tumore all’ovaio
Rivista: The Lancet Oncology IF: 24,69
Autori: Delia Mezzanzanica e altri, Fondazione IRCCS Istituto nazionale dei tumori, Milano

L’analisi di un gruppo specifico di microRNA – MiROvaR – permette di quantificare il rischio che pazienti con carcinoma dell’ovaio vadano incontro a ricaduta dopo il trattamento con terapia standard. leggi di più ›

Una nuova promettente cura contro il cancro al colon
Rivista: The Lancet Oncology IF: 24,69
Autori: Salvatore Siena, Silvia Marsoni e altri, Ospedale Niguarda Milano e Istituto IRCCS di Candiolo Torino

Partita dall’Istituto di Candiolo e dall’Ospedale Niguarda di Milano, la sperimentazione “Heracles” finanziata da AIRC con i proventi del 5 per mille ha portato a una nuova, promettente cura contro alcune forme di cancro al colon. leggi di più ›

Come dare una mano all’immunoterapia
Rivista: Cancer Cell IF: 23,52
Autori: Vincenzo Bronte e altri, dell’Università degli Studi di Verona

Grazie al sistema immunitario il nostro organismo possiede strumenti naturali di lotta contro il cancro, come i linfociti T citotossici, capaci di eliminare le cellule neoplastiche. Il problema è che il tumore sa difendersi, contrastando l’azione di questi killer naturali. Il gruppo di ricerca di Vincenzo Bronte ha individuato nuovi meccanismi molecolari che potrebbero essere sfruttati per aiutare i linfociti T antitumorali nella lotta contro la malattia. leggi di più ›

Rituximab: dopo tanti anni ancora in grado di stupirci
Rivista: Journal of Clinical Oncology IF: 20,9
Autori: Alessandro Rambaldi e altri, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo

Lo studio ha evidenziato come nelle forme più avanzate di linfoma diffuso a grandi cellule B, l’associazione di Rituximab a una chemioterapia convenzionale, erogabile in regime ambulatoriale, è altrettanto efficace rispetto alla sua associazione con una chemioterapia ad alte dosi con trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche. A quasi 20 anni dal suo iniziale utilizzo terapeutico, questo farmaco continua a ottimizzare l’efficacia dei trattamenti e a ridurne la tossicità. leggi di più ›

Una nuova strategia contro i tumori: colpire il proteasoma e la proteina p53 mutata
Rivista: Nature Cell Biology IF: 19,67
Autori: Giannino Del Sal e altri, LNCIB e Università
degli Studi di Trieste

Un cocktail a base di farmaci che colpiscono il sistema cellulare di smaltimento delle proteine e di agenti che inattivano la proteina p53 mutata: questa la combinazione per vincere la resistenza dei tumori alla terapia e bloccare la malattia. La scoperta emerge dalle ricerche di un gruppo di scienziati e oncologi clinici finanziati da AIRC e coordinati dal Laboratorio Nazionale CIB e dall’Università di Trieste. leggi di più ›

Lo studio del genoma neoplastico predice il successo del trapianto nelle leucemie acute e croniche
Rivista: Journal of Clinical Oncology IF: 18,44
Autori: Matteo Giovanni Della Porta e altri, Fondazione Humanitas per la Ricerca Rozzano (Milano)

Negli ultimi anni la disponibilità di tecnologie avanzate per lo studio del genoma ha reso possibile lo studio dei meccanismi biologici di molte malattie del sangue. Il Gruppo italiano per il trapianto di midollo osseo (GITMO) ha pubblicato il primo studio che dimostra come l’analisi del genoma neoplastico (ottenuto dalle cellule del sangue) è in grado di predire il successo del trapianto nelle sindromi mielodisplastiche e nelle leucemie acute. Il progetto pone le basi per lo sviluppo di programmi di medicina personalizzata nelle leucemie acute e croniche, in cui la diagnosi e la scelta del trattamento non dipendono da aspetti clinici, quanto dalle mutazioni di geni presenti nelle cellule del sangue di ciascun paziente. leggi di più ›

Gli ormoni tiroidei regolano la formazione e la crescita dei carcinomi a cellule basali della pelle
Rivista: Journal of Clinical Investigation IF: 13,26
Autori: Monica Dentice e altro, Università degli Studi Federico II, Napoli

Il carcinoma basocellulare (BCC) è la forma più frequente di tumore nell’uomo e come avviene per ogni tumore è causato da mutazioni genetiche, spesso dovute a eccessiva esposizione ai raggi UV. Il gruppo Di Monica Dentice studia da anni l’effetto degli ormoni tiroidei e degli enzimi che li regolano sui tumori della pelle e ha individuato un nuovo asse molecolare che potrebbe rappresentare un possibile bersaglio terapeutico per prevenire la crescita di queste neoplasie. leggi di più ›

Tumore del fegato: individuato un nuovo meccanismo di resistenza al farmaco sorafenib
Rivista: Hepatology IF: 11,05
Autori: Gianluigi Giannelli e altri, Università degli Studi di Bari

C’è, al momento, un solo farmaco biologico approvato per il carcinoma epatocellulare, il tumore primario del fegato, e impiegato nei casi più gravi di malattia: è il sorafenib, che agisce inducendo l’apoptosi (il suicidio) delle cellule tumorali. Purtroppo, però, dopo qualche mese di terapia molti pazienti diventano resistenti al trattamento. Ricercatori di Bari hanno descritto in che modo la laminina 332, una proteina della matrice extracellulare, protegge il tumore dal farmaco: un’informazione che potrebbe essere utile a fini terapeutici.  leggi di più ›